De sofferenzae e umiltade
Abbiamo tutto. In molti hanno niente.
Non soddisfa, non è generoso pensare che dovremmo avere altro, anzi dare quel che si può. Abbiamo giorni pochi nel confronto di una vita intera, e quel che conta è concentrarci sulla nostra fede, che in parte dobbiamo al mondo, quindi in pratica non abbiamo niente e niente alla fine tratterremo. Umiltà, senso di sacrificio e togliere tramite meditazione le preoccupazioni. Ogni sfida, la piu difficile porta in grembo un atto di fede. Come superarla? Avendo fiducia, facendosi attraversare, non reagendo al maligno, coltivando la bellezza e rimanendo sempre più umili. Stai tranquillo/a, prima o poi i frutti della tua pazienza arriveranno.
Ogni sentiero, ogni pensiero, ogni direzione, se sei bloccato/a, vanno viste col l'occhio umile. Bisogna abbassare il cuore verso la bontà, non collidere, non fare come qualcuno di cattivo ci ha insegnato.
I veri frutti arrivano col tempo, e si, sono tempi lunghi perché anche la terra col suo continuo muoversi ha fatto tanto per restituirci un ambiente sano. E noi dobbiamo essere i pazienti, coloro che vegliano nella pace e nella misericordia.
Amen
G.L.
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